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Paragrafo 7 . Dalla nascita della repubblica all'esecuzione  di  Luigi

sedicesimo.

     
L'iniziativa democratica e popolare, che aveva portato alla fine della
monarchia  e all'inizio di quella che alcuni definiscono una  "seconda
rivoluzione", continu a prevalere. L'Assemblea legislativa venne cos
costretta  a  sottoscrivere  provvedimenti  deliberati  dagli   organi
straordinari,  tra i quali si distingueva la Comune rivoluzionaria  di
Parigi. Vennero adottate misure per ridurre il costo della vita  e  la
disoccupazione;  tutti  i  diritti  feudali,  compresi  quelli   sulle
propriet,  furono  aboliti senza riscatto e i beni  sequestrati  agli
emigrati  vennero nazionalizzati e posti in vendita; per  soffocare  e
punire  tentativi controrivoluzionari furono decise eccezionali misure
di  polizia  e  venne istituito uno speciale tribunale rivoluzionario;
particolarmente  dura  fu  la  repressione  nei  confronti  dei  preti
refrattari  e  degli  ecclesiastici in genere. Quando  poi  giunse  la
notizia della caduta della fortezza di Verdun, che apriva ai nemici la
strada  verso Parigi, la paura e l'esasperazione popolari scavalcarono
l'opera  del tribunale rivoluzionario: dal 2 al 5 settembre  la  folla
assal  le  prigioni e fece giustizia sommaria di  tutti  i  sospetti,
uccidendo  pi  di  mille persone, in gran parte  detenuti  per  reati
comuni.
     In  questo clima di terrore si svolsero le elezioni per la  nuova
costituente;   la  lunghezza  delle  procedure,  la  repressione,   le
intimidazioni  e  la  paura  provocarono un assenteismo  elevatissimo:
nonostante  il suffragio universale vot solo poco pi del  10%  degli
aventi  diritto. La Convenzione cos eletta si insedi il 20 settembre
del  1792,  proprio  mentre  l'esercito,  rinforzato  dall'arrivo   di
migliaia  di  volontari,  sconfiggeva gli  austro-prussiani  a  Valmy,
bloccandone   la  marcia  verso  Parigi.  Il  giorno  successivo,   la
Convenzione,  dichiarando  l'abolizione  della  monarchia,  sanc   la
nascita della repubblica.
     I   749   membri  della  Convenzione  erano  suddivisi   in   tre
schieramenti. A destra rispetto al presidente dell'assemblea sedeva il
gruppo  di orientamento moderato dei "girondini", cos chiamato perch
i  suoi  pi  importanti esponenti provenivano dal dipartimento  della
Gironda.  Erano  circa 200, in gran parte rappresentanti  della  ricca
borghesia  formata  dagli imprenditori e dagli uomini  d'affari  delle
grandi  citt, specialmente di quelle portuali; difendevano  l'ordine,
la   propriet  e  la  libert  economica;  erano  contrari  al  ruolo
predominante  svolto  dagli organi rivoluzionari parigini,  fortemente
influenzati dalla pressione popolare.
     Pi  sensibili alle istanze popolari erano i "montagnardi", ossia
i giacobini
     
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     e  gli  altri  esponenti  democratici  che  sedevano  in  alto  a
sinistra. Appartenenti in gran parte alla borghesia intellettuale e  a
quella delle professioni, essi erano favorevoli alla democratizzazione
del  sistema  politico e all'adozione di misure economiche  e  sociali
volte  a  migliorare le condizioni dei ceti popolari. Dei circa  cento
montagnardi  gli  uomini  pi  rappresentativi  erano  Danton,  Marat,
Robespierre e Louis-Antoine Saint-Just.
     La   maggioranza,  composta  da  deputati  che  non  avevano  uno
schieramento  definito  anche se in prevalenza erano  di  orientamento
moderato,  era  definita "pianura" oppure, con intento  dispregiativo,
"palude".
     In  un  primo momento ebbero la meglio le forze moderate,  grazie
anche  al  favorevole  andamento della guerra.  Dopo  Valmy,  infatti,
l'esercito  francese ottenne altre importanti vittorie, che  permisero
l'occupazione del Belgio e l'invasione di Nizza, della Savoia e  della
Renania.   Questi  successi  rafforzarono  i  girondini,   in   quanto
sembravano  confermare  la  validit della  loro  politica  da  sempre
favorevole alla guerra, tanto che la Convenzione eman un decreto  con
il  quale  essa  era presentata come una lotta per la liberazione  dei
popoli  oppressi  dalle  monarchie assolute. In  realt  il  conflitto
andava  gi acquisendo finalit espansionistiche, anche se, di  fatto,
favoriva la diffusione degli ideali rivoluzionari.
     Se  i  successi  militari  tornavano a vantaggio  dei  girondini,
diverso  effetto  aveva la situazione interna, caratterizzata  da  una
forte  e diffusa agitazione sociale, provocata dal peggioramento delle
condizioni  di  vita  in seguito alla mancanza  di  misure  capaci  di
frenare l'inflazione e impedire le speculazioni.
     Causa  di  elevata tensione era la questione relativa alla  sorte
del  re.  Determinati nel chiedere il processo e la condanna  erano  i
montagnardi,  affiancati  dalle forze rivoluzionarie  pi  radicali  e
sostenuti dalla pressione popolare; divisi ed esitanti erano invece  i
girondini,  i  quali  per dovettero cedere quando,  il  20  novembre,
vennero  rinvenuti nel palazzo reale documenti comprovanti l'esistenza
di contatti tra Luigi sedicesimo e le potenze nemiche.
     Il   sovrano  venne  sottoposto  a  processo  dalla  Convenzione,
erettasi  a  suprema  corte di giustizia dal 10 dicembre  1792  al  20
gennaio  1793.  I girondini, d'accordo per la condanna,  cercarono  di
opporsi alla pena capitale, proponendo prima l'appello al popolo e poi
il  rinvio dell'esecuzione, ma riuscirono solo ad aumentare i sospetti
e il discredito nei loro confronti: il sovrano, riconosciuto colpevole
di  alto tradimento, venne condannato a morte con 387 voti contro  334
il  17  gennaio 1793. L'esecuzione avvenne il 21 gennaio davanti  alle
Tuileries  nella place de la Rvolution (oggi place de  la  Concorde),
alla presenza del popolo affluito in massa, tramite ghigliottina,  una
macchina  per  decapitare ideata dal medico francese Joseph  Guillotin
con  intenti  umanitari ed egualitari, ossia per provocare  una  morte
istantanea  ed uguale per tutti i condannati: giustiziando un  monarca
"per   diritto  divino"  come  un  delinquente  comune,   la   Francia
rivoluzionaria   tagliava  definitivamente  i   ponti   con   l'Europa
dell'ancien rgime.
